Fontana del Tritone

Ritenuta una delle fontane più belle di Roma.

Cenni Storici 

La Fontana del Tritone, situata a Roma in Piazza Barberini, è opera di Gian Lorenzo Bernini, a cui fu commissionata dal Papa Urbano VIII Barberini, nell’ambito dei lavori complessivi di sistemazione di Palazzo Barberini e della zona a cui questo palazzo si affacciava.

Fu realizzata tra il 1642 e il 1643, in concomitanza con la conclusione dei lavori che interessavano Palazzo Barberini.

La fontana è stata realizzata interamente con il travertino e rappresenta un Tritone, inginocchiato su di una conchiglia sorretta da quattro delfini, nell’atto di soffiare dentro una conchiglia, da cui sgorga l’acqua della fontana, che si raccoglie in una

vasca dalle linee curve. Tra le code dei delfini sono visibili le api, stemma di famiglia dei Barberini, e le chiavi, stemma dei pontefici, e quindi di Urbano VIII committente dell’opera.

Le piccole colonne che circondano la fontana sono aggiunte ottocentesche, quando la piazza iniziava ad essere trafficata.

Un tempo la fontana era nota tra i romani come la fontana del Tritone sonante a causa dell’acuto sibilo che emetteva l’altissimo zampillo che un tempo usciva dalla conchiglia.
La fontana è stata sottoposta a diversi restauri, l’ultimo dei quali in ordine di tempo, risale al 1998.

La fontana dà nome alla via che sale da Piazza Colonna sino a Piazza Barberini.

Descrizione

La fontana del Tritone è una tra le opere più importanti di Gian Lorenzo Bernini. Fu realizzata sotto il pontificato di Urbano VIII Barberini, che la commissionò al grande artista per celebrare il casato e farne il fulcro visivo dell’area, ora piazza Barberini, dominata dal palazzo di famiglia e considerata a quel tempo zona suburbana.
Interamente scolpita in travertino, l’opera è costituita da una vasca mistilinea con al centro  quattro delfini a code incrociate che sostengono due stemmi papali e una doppia valva di conchiglia sulla quale si erge la figura accosciata di un tritone.
Nota come “Tritone sonante” per l’altissimo zampillo che un tempo, quasi sibilo acuto, veniva emesso dalla conchiglia in cui soffia il dio marino, la fontana venne eseguita tra la fine del 1642 e la prima metà del 1643, in concomitanza con le fasi finali della costruzione di Palazzo Barberini.
Come in tutte le fontane del Bernini, la vasca è di esigua altezza in modo da permettere una più ampia visione dello specchio d’acqua e del gruppo scultoreo centrale. La recinzione di colonnotti in granito collegati da barre metalliche è ottocentesca, realizzata quando la piazza cominciò a essere frequentata dalle prime vetture e ad acquisire la fisionomia moderna.

Da signore della piazza a spartitraffico

In occasione dell’elezione di Roma Capitale, i nuovi piani regolatori portarono a una rapida sistemazione viaria della zona: la piazza venne pavimentata e dotata di illuminazione a gas, fu aperta la via del Tritone e realizzato l’Albergo Bristol (con la conseguente distruzione del portale di accesso dalla piazza a Palazzo Barberini). Tra il 1926 e il 1932 venne aperta l’odierna via Barberini, provocando la scomparsa della pittoresca successione di case e stravolgendo con nuove costruzioni a più piani le proporzioni tra gli edifici, il Tritone e Palazzo Barberini.
La costruzione dell’odierno cinema e la riedificazione in forme moderne dell’albergo alle spalle della fontana hanno definitivamente alterato la funzione della preziosa opera barocca, nata come perno di uno spazio armonioso e oggi relegata in un’area di spartitraffico.

L’urgenza di un intervento

In considerazione della sua importanza, la fontana ha ricevuto una particolare cura da parte dell’amministrazione comunale, con specifici e recenti interventi di restauro e di manutenzione. Gli interventi del 1978-79 e del 1987-88 hanno consentito la messa a punto delle metodologie d’intervento più appropriate, mentre i cicli di manutenzione eseguiti negli anni ’90, ’91 e ’92 hanno contenuto il riformarsi di nuovo degrado. Nel 1998 è stato realizzato un nuovo intervento conservativo, ma da allora la fontana non è stata sottoposta ad alcun progetto di manutenzione o restauro

Come arrivare

È raggiungibile dalla stazione Barberini.

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